Ultima evoluzione della fortunata famiglia Speed Triple, questa RS conquista grazie ad un motore generoso, muscoloso e pieno di personalità ed una ciclistica allo stato dell’arte che riesce ad incrementare, rispetto alla progenitrice, maneggevolezza e comunicativa, confermando grande solidità in appoggio.

COM’E’ FATTA

I tecnici di Hinckley hanno rivisto profondamente il già apprezzato tre cilindri di 1050cc dello scorso anno sostituendo 105 componenti, tra i quali l’albero motore, ora più leggero, i pistoni, anche questi alleggeriti e con un differente disegno della testa che tra l’altro determina un rapporto di compressione più elevato. Si è lavorato anche sullo scarico 3 in 1 in 2, con un catalizzatore è di maggiori dimensioni, collettori alleggeriti e, ad esclusivo appannaggio della versione RS, due silenziatori Arrow che rendono il sound ancora più coinvolgente. Queste modifiche hanno comportato un incremento della potenza massima del 7% che raggiunge i 150 cv a 10.500 giri/min (prima si fermava a 9.500) mentre la coppia fa segnare un +4% arrivando a quota 117Nm a 7.150 giri/min. Sulla RS è installata una piattaforma inerziale Continental che supervisiona il comportamento di ABS e Traction Control. Il reparto trasmissione viene impreziosito dalla frizione antisaltellamento. Il comando del gas è di tipo ride-by-wire. I riding mode sono 5 (street, sport, track, rider e rain) ed agiscono sui livelli di intervento di TC, ABS (disinseribili nella modalità Rider) ed apertura corpi farfallati. Il telaio è l’ormai classico doppio trave in alluminio con telaietto reggisella scomponibile. Al posteriore fa bella mostra di se un forcellone monobraccio in alluminio sul quale agisce, tramite cinematismo progressivo, il mono Ohlins TTX36 pluriregolabile che garantisce 130mm di escursione alla ruota. All’anteriore spicca la forcella upside-down Ohlins NIX30 con steli da 43mm di diametro, sempre pluriregolabile, ed escursione pari a 120mm. L’anteriore è frenato da una coppia di dischi semiflottanti da 320mm morsi da pinze Brembo M4.34 ad attacco radiale mentre dietro troviamo un disco fisso da 255mm sul quale agisce una pinza Nissin a 2 pistoncini. Il peso  a secco è di 189Kg, l’interasse di 1.445mm, l’altezza della sella da terra di 825mm, l’inclinazione del cannotto di sterzo 22,9°. La dotazione viene completata dal cruise control, parafango e fianchetti anteriori in fibra di carbonio, strumentazione TFT full-colour da 5”, luci diurne DRL e presa USB.

COME VA

Una volta a cavallo di questa Triumph si rimane stupiti dalla facilità di inserimento permessa dalle generose svasature del serbatoio e dalla buona ergonomia generale che trova il suo fulcro nel largo manubrio, in posizione appena rialzata, che si fa impugnare senza affaticare polsi ed avambracci e consentendo di guidare la Speed con il busto appena inclinato in avanti. Di qualità l’imbottitura dell’ampia sella che garantisce comfort e sostegno alle nostre terga. Ottima la qualità dei materiali e degli assemblaggi.

Non perdiamo tempo e puntiamo dritti ad una strada tutta curve. Per avere conferma che si tratti del terreno di caccia ideale della RS ci vuole lo spazio di un paio di svolte. Ci si ritrova a pilotare una moto più facile e maneggevole della già ottima progenitrice (leggi modello 2016-17) con un motore non solo più potente ma soprattutto ancora più lesto a salire di giri. Confidando sui medi nerboruti del tre cilindri, ci si trova spesso a viaggiare con il classico rapporto in più, senza per questo rimanere delusi in uscita di curva. Anzi! In questi frangenti il 1050 garantisce ripartenze incredibili, qualunque sia il rapporto inserito, coccolati oltretutto dall’inconfondibile suono rauco di cui è capace, qui amplificato dagli scarichi Arrow. E’ talmente dirompente la forza che riesce ad esprimere oltre gli 8.000 giri che nel misto più guidato sarà conveniente farlo lavorare dai 5.000 ed anticipare la cambiata senza sfidarlo nella parte alta del contagiri, a mio giudizio utilizzabile con più soddisfazione tra i cordoli di un circuito.

Se il motore esalta, la rinnovata ciclistica conquista. Nonostante le prestazioni di cui la nuova Speed Triple RS è capace, rimane sempre piuttosto semplice condurla e ad esaltare è la costante sensazione di controllo ricevuta in ogni frangente che si fonda su una invidiabile alchimia che conferma la proverbiale stabilità del modello precedente a cui la nostra protagonista somma una incrementata maneggevolezza. L’avantreno rimane sempre il perno ideale nel guidato, comunicativo, mai ballerino anche se (piacevolmente) meno caricato della precedente versione, esalta grazie all’eccellente funzionamento della forcella Ohlins che mette in mostra una scorrevolezza da riferimento senza per questo dimostrarsi cedevole nella guida più sportiva e soprattutto durante le decelerazioni più intense. Che significa poter contare su una buona capacità filtrante mantenendo il beccheggio sempre piuttosto limitato. Il mono, sempre firmato da Ohlins, completa un quadro eccellente, permettendo di sfruttare senza troppi filtri la bella schiena del tre cilindri, garantendo tanta motricità in uscita anche su fondi sconnessi. Un equilibrio così elevato da limitare gli interventi anche nella condotta sportiva. Al più si potrà aiutare la RS nelle inversioni con un lieve contrasto al manubrio o piuttosto spingere con più decisione sulla pedana interna per scendere ancora più velocemente in piega. Piccole alchimie rispetto all’alta qualità di guida offerta da questa Triumph. I freni si  confermano eccellenti per modulabilità e potenza ed incantano anche per la risposta morbida all’attacco. Queste caratteristiche permettono, quando necessario, di poter gestire senza troppi patemi la decelerazione fino in inserimento, confidando anche sul grip elevato offerto dalle Pirelli Diablo Supercorsa SP. Il cambio si fa apprezzare per uno sforzo alla leva contenuto e per la precisione degli innesti. Peccato davvero che il quick shifter sia previsto solo come optional, una sbavatura che non incide l’eccellente valore dinamico della RS ma che comunque risulta poco allineata rispetto alla qualità generale della moto ed al suo prezzo.

In autostrada conviene arretrare sulla sella ed inclinare il busto limitando per quanto possibile la superficie esposta al vento. Infatti nemmeno la piccola palpebra a protezione del cruscotto fungerà da riparo aerodinamico e se non altro non saremo infastiditi da vortici e fruscii. Sui lunghi e veloci trasferimenti la Speed Triple RS piace per la grande solidità che sa trasmettere sui curvoni, anche in presenza di giunture trasversali. A 130 Km/h il tre cilindri frulla a quota 5.000, un regime ideale per contenere i consumi ma anche pratico qualora si voglia effettuare un rapido sorpasso perché la quantità di coppia già disponibile non richiederà di scalare rapporto.

In città esalta l’equilibrio elevatissimo offerto anche alle andature poco più che pedonali tale da permettere di guidarla nel traffico indirizzandola con i movimenti del busto piuttosto che facendo leva sul generoso manubrio. Il tre cilindri mette in luce una risposta generosa a partire dai 2000 giri/min che consente di viaggiare agevolmente nello scenario urbano anche con rapporti lunghi. La frenata incanta una volta di più per la morbidezza d’intervento e positivo risulta anche il lavoro delle sospensioni in grado di fungere da ottimo filtro almeno fino a quando le incertezze dell’asfalto non si trasformino in buche e tombini. La sella ad 825mm da terra, più stretta nella parte anteriore, permette di poter poggiare agevolmente entrambi i piedi (sono alto 1,81). Dopo diversi minuti di guida al piccolo trotto la ventola inizia a lavorare e difficilmente si interrompe. Ciò nonostante non si riceve particolare disagio dal caldo prodotto da Motore e scarico. Un situazione insperata considerando soprattutto la cavalleria a disposizione e la cubatura importante. Inconveniente fisiologico è rappresentato dallo scarso angolo di sterzo che allunga i tempi nelle manovre di parcheggio e limita lo zig-zag tra le auto incolonnate.

Il consumo medio evidenziato dal trip computer è stato di 22Km/l nella guida più rilassata e di 17Km/l in quella sportiva. Durante la fase iniziale della prova ho alternato l’utilizzo del riding mode street a quello sport, scegliendo poi di proseguire (in tutti gli scenari) con quest’ultimo che garantisce, tra l’altro, una risposta molto diretta del motore senza per questo generare fastidiosi effetti on-off e comunque garantendo una morbidezza di intervento nelle riaperture davvero confortante.

Ringrazio la Concessionaria Triumph Numero Tre Roma per avermi accolto con la consueta passione e cordialità e per aver reso possibile lo svolgimento di questo test ride.

Vi saluto lasciandovi coccolare dal rombo inconfondibile del tre cilindri 1050cc della Triumph Speed Triple RS!

Written by vivalamoto